Talvolta le persone possono percepire come un problema il fatto che il loro maestro non sia presente fisicamente; ma questo non è affatto un problema.

E’ pur vero che a volte si può aver bisogno di chiedere qualcosa al maestro, ma oggigiorno ci sono molti modi per comunicare istantaneamente ovunque nel mondo. 

Se il maestro è ancora vivo prima o poi è sempre possibile incontrarlo di persona. 

Talvolta le persone imparano un metodo particolare e pensano: “Adesso ho capito come funziona questo metodo e posso usarlo”. Prendendo alcuni appunti sulla pratica e vanno via, senza tener conto del maestro e della trasmissione. Ma questo è un errore. Il maestro è indispensabile finché non ottenere la realizzazione totale. 

Bisogna sempre collaborare con il maestro. Gli insegnamenti spirituali come quelli dello Dzogchen non sono mere tecniche. La tendenza è considerare gli insegnamenti come mere tecniche; purtroppo questo è un problema diffuso tra gli occidentali. 

In ogni caso è importante chiarire che lo scopo di un maestro è risvegliare gli studenti, aprendo la loro consapevolezza allo stato primordiale. Il maestro non dice: “Seguite le mie regole e obbedite ai miei precetti!” Egli dice: 

“Aprite il vostro occhio interiore e osservate voi stessi. Smettete di cercare una lampada esterna che vi illumini dal di fuori. Accendete la lampada interna a voi, così gli insegnamenti diventano vivi in voi e voi negli insegnamenti”. 

In questo modo, se praticate seriamente, potete mantenere la comunicazione con il maestro in qualunque situazione: quando entrate nella pratica e diventate bravi praticanti, il maestro si trova dentro di voi. Il maestro non è soltanto un fenomeno esterno, ma si può manifestare anche attraverso la vostra chiarezza. Dobbiamo avere una comprensione chiara di questo punto. La realtà della nostra effettiva situazione, non corrisponde all’idea che ogni cosa è soltanto esterna a noi.

Tratto da Evolversi secondo l’insegnamento Dzogchen di Chogyal Namkhai Norbu

 

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