Il valore del gioco nella famiglia

di Angelo Tomasino

 

Una delle problematiche  di cui sento spesso i genitori lamentarsi è l’utilizzo dei videogame e del cellulare da parte dei loro figli.

Puntualmente mi soffermo non sull’utilizzo dei videogiochi o del cellulare, ma sul tempo di utilizzo di tali apparecchi elettronici. È importante che ogni ragazzino abbia la possibilità di imparare ad usare nuove risorse tecnologiche per essere al passo coi tempi, che si integri in una società che fa rete anche a livello ludico. Certo parliamo di rete virtuale, ma è da tener presente che questa rete, nell’attuale panorama sociale, è parte integrante della vita quotidiana di ognuno di noi, sia per lavoro, sia per contatti a distanza, sia svago.

Il tempo è ciò che definisce funzionale e positivo l’utilizzo di qualcosa.

Dedicare il giusto tempo alle varie attività quotidiane comporta una crescita armonica dell’individuo. Un utilizzo eccessivo di videogiochi o di social riduce le possibilità di un’armonica evoluzione, sia da un punto di vista emotivo che sociale. Quando un ragazzino trascorre troppo tempo sui social o sui videogame è compito della famiglia cogliere certi segnali e attivarsi proprio nello spirito di quei valori che la determinano.

Il secondo punto su cui batto sempre è quale alternativa si offre ai giovani di oggi! Offrire la possibilità di un gioco alternativo ai videogame, educando fin da piccoli i propri figli ai giochi di società, ai giochi motori, ai giochi cognitivi partecipando  tutti insieme, così da confrontarsi, scambiare idee, da sviluppare una sana competizione e divertirsi al di là del risultato è ciò che può ridurre notevolmente l’utilizzo eccessivo dei videogiochi.

Offrire l’alternativa ai propri figli di esplorare le bellezze della città, della natura, di luoghi nuovi magari in compagnia di altre persone, è ciò che può determinare una diminuzione dell’utilizzo dei social.

Vivere la famiglia è il dono più bello che abbiamo e che possiamo offrire ai piccoli, facendoli sentire protetti, presenti e importanti, trasmettendo loro appunto quei valori che passano attraverso l’amore, la cura, la condivisione, la solidarietà, il rispetto, la lealtà e così via. Videogiochi sì! Social sì! Ma anche alternative costruttive, alla famiglia l’arduo compito del gioco.


Cos'è l'Educazione?

di Natale Musella

Spiegare che cosa sia l’educazione non è così semplice come qualcuno può credere.
Intanto dobbiamo specificare che il termine vuole significare tirare fuori, dal verbo latino edùcere
Spesso questo termine è confuso con insegnamento o istruzione, anche se queste due funzioni benché diverse sembrano avvicinarsi a tale concetto.
Queste, in verità, si intendono quali funzioni trasmissive o formative e non educative.
Allora dobbiamo evidenziare che per educare si intende tirar fuori da un soggetto le sue capacità cognitive, di apprendimento e intellettive. Pertanto per fare questo c’è bisogno che chi si predispone ad educare un soggetto, debba fare da riflesso al soggetto e capire se egli ha compreso ciò che noi in effetti comprendiamo. Nel caso di specie la comprensione che il soggetto espliciterà non può essere presa per un’incomprensione del soggetto stesso, ma una cattiva e falsata spiegazione fatta al momento sull’argomento esposto.
In effetti tra colui che spiega e colui che ascolta si deve instaurare un rapporto quasi empatico, se si vuole raggiungere l’obiettivo prefissato. Qualora questo rapporto non si realizza, allora difficilmente si concretizza l’educazione reale nel soggetto. Se la comprensione nel soggetto, in questo o in ogni caso, si concretizza molto facilmente è grazie alla capacità naturale di comprensione nel soggetto stesso ma vuol dire anche che colui che ha esposto lo ha fatto con maestria educativa.
Ora è chiaro che la vera educazione non si concretizza insegnando ai bambini a dire buongiorno o buonasera o al far posto alle persone anziane sugli autobus. Questo, al massimo, vuol dire seguire una morale oppure un modo di comportarsi.
La vera educazione è il naturale apprendere ed applicare ciò che si impara o che ci viene trasmesso, solo così può essere dimostrata la vera educazione.