Per far fiorire il seme della nostra natura divina

di Natale Musella

 

In alcune tradizioni spirituali si crede che tutti gli esseri senzienti abbiano il seme della natura dell’intelligenza.

Così se una persona ha la fortuna di poter seguire gli insegnamenti spirituali, può ottenere anche una certa realizzazione. Questo, secondo alcuni insegnamenti orientali.

Le religioni occidentali non dicono che abbiamo semplicemente la natura dell’intelligenza, ma possediamo quella che si chiama la potenzialità del divino, ovvero figli di Dio.

Quando pensiamo alla natura divina, ci viene subito in mente che siamo fuori dai nostri peccati, basta che diciamo alcune preghiere che Dio ci perdona e ci salva. Il vero significato della preghiera non è un raccomandarsi a Dio per ottenere il lascia passare per il Paradiso, ma è l’invito alla contrizione per il pentimento dei nostri peccati commessi. 

Pertanto, se noi riuscissimo a pentirci dei nostri peccati e a non commetterli più solo allora ci potrà essere una salvezza da parte nostra.

Ora, per coloro i quali non riescono a capire questo profondo significato della preghiera, li invitiamo ad occuparsi di qualcosa che possa fargli da guida e porlo nella dimensione della salvezza.

Il Prodromos è qualcosa che può realmente aiutare coloro che lo vogliono ma che non sanno cosa o come fare.

Se noi riuscissimo a comprendere che la nostra condizione umana si è voluta da una divina esistenza, dovremo anche comprendere che tutte le azioni umane sono e rimangono umane: siano esse positive o negative. Allora è chiaro che volendo evolvere rispetto ad una condizione precaria e piena di errori o peccati, che ci costringono a vivere in un modo non piacevole, vale la pena di credere che se veramente esiste un karma ed una rinascita per riparare ai nostri errori, dobbiamo valorizzare alcuni insegnamenti che ci conducono fuori da questo nefasto tunnel.

Rivalutare veramente il seme della nostra natura divina attraverso l’esistenza umana e porci nell’iter dell’evoluzione spirituale.


Il karma alla luce dell'Occidente

Il karma alla luce della cultura e della mentalità occidentale è il tema centrale de Il karma alla luce dell’Occidente, volume di Natale Musella che affronta un tema che ha provocato numerose controversie tra cultori e studiosi sia di filo­sofia sia di religione. Di seguito alcuni estratti dalle Conclusioni del libro.

di Natale Musella


[…] Non bastano le affermazioni di studiosi delle sole religioni, per­ché come hanno affermato i più grandi teologici e filosofi della nostra storia, è indispensabile e utile procedere tra Fede e Ragione nella teo­logia, nella filosofia e nell’educazione.

Lo stesso papa Giovanni Paolo II, nella XIII enciclica Fides et Ratio invita alla collaborazione teologi e filosofi per fare chiarezza in ragione degli eventi e dell’arrivo, in Oc­cidente, di altre religioni. Ciò non toglie, nel rispetto dei propri ruoli, l’incontro di tali studi, anche se questo non deve significare l’unione delle religioni, sarebbe un vero sincretismo e sconcerterebbe, ancora una volta, gli studiosi.

L’importanza di approcci, nella diversità degli studi, significa arricchimento della cultura a vantaggio dei popoli.

Allo stesso modo e per la comune ragione, la disponibile apertura di tutte le religioni e di tutte le culture all’approfondimento di uno studio com­parato, per favorire l’intercultura e il miglioramento della mentalità di ogni popolo, potrebbe essere un invito alla scoperta di nuovi valori esistenziali. Se crediamo, anche se in minima percentuale, nelle pagine lette, dobbiamo comprendere che il destino dei popoli è legato in un rapporto karmico esistenziale ontologico di tutta la razza umana.

[…] Prima Teofania poi Epifania, Dio si è rivelato all’uomo nel corso dei secoli; profeti e conduttori di popoli, laici e religiosi hanno contri­buito alla crescita del popolo di Dio, alla crescita di una umanità più civile, più dotta, più intelligente. Questo ha favorito l’avvenimento dell’incarnazione di Dio nella Persona del Figlio, attraverso lo Spirito Santo. Anche se è difficile, per molti, accettare l’evidenza dei fatti, que­sto è stato possibile grazie alla sua onniscienza quale Creatore. Ed è proprio grazie a questa onniscienza del nostro Creatore che possiamo provare a concettuare un percorso esistenziale di destino, predestinazione e karma, nel concetto di karma esistenziale.

Esistenza come Natura dell’Essere; scopo principale della sussisten­za nell’Ente quale Esser-ci.

Il Creatore è al di sopra di ogni concetto, ma tutto è creato da lui; con ciò non vuol dire relegarlo a ruoli quasi paradossali e inutili solo per sentirlo un poco più vicino all’uomo. Egli è, e lo sarà sempre, con o senza l’uomo; Egli è l’indiscusso dell’Esisten­za. Se ha voluto crearci è senz’altro perché l’uomo si potesse esprimere su alti livelli intellettivi e senza imprigionare la sua intelligenza. Ogni imperfezione a pensieri, ideologie e quant’altro è solo l’interpretazione errata che l’essere umano, in quanto tale, dà a un probabile valore buono. Se egli, infatti, vive nel discernimento, può accorgersi che ogni idea, ogni intuizione, può essere attuata nel migliore dei modi e nel principio fondamentale del valore della vita umana. Pertanto non dobbiamo assolutamente aver paura ad ammettere, anche se tempora­neamente, soluzioni che possono favorire, non solo le scienze, ma so­prattutto lo studio filosofico nel rispetto dei Sacri valori e dei Principi a essi connessi.

[…] Non è a Dio che dobbiamo, diret­tamente, la nostra sorte, ma alle nostre azioni che hanno generato karma; con cause precedenti ed effetti causanti. Pertanto l’uomo, non potendo uscire da questa spirale, non deve dare o scaricare le proprie colpe e peccati agli altri ma tenerseli per sé come oggetti acquistati con propria moneta. Fosse Dio, la natura o altri uomini, ciò che è suo rimane suo; egli deve imparare a usare il discernimento in modo da non generare, perlomeno, karma negativo. Solo accettandone la verità egli può rivolgersi a Dio invocando il Padre nostro affinché gli rimetta i suoi debiti. La serenità della sua vita e la stessa felicità la può trovare aprendo la porta dell’accettazione quale riconoscimento di realtà dove ivi si trova questa grande e profonda verità.

Allora si può definire il karma come:

Processo educativo naturale delle attività umane,

nelle sue dimensioni di Pensiero, Azione, Soddisfazione,

oppure Agere Facere, Esperire.

 

Esso si svolge nella completezza del circolo educativo, sia antropo­logico sia ontologico. La potenza dell’Atto diventa azione e produce un’esperienza. Quest’ultima infonde di conoscenza il nuovo pensiero che ripropone di nuovo un’azione.

Il tutto si svolge certamente con le azioni della vita quotidiana, con il proposito e la responsabilità umana che gli è stata totalmente affi­data, connesso in armonia alla natura e alla creazione del Dio Padre. Orientale o occidentale che esso sia.